Luoghi del cuore: il Fai raccoglie 1020 firme per la ‘turascia’ di Corgeno

La 'turascia', luogo del cuore di Corgeno situato di fronte a San Giorgio.

La ‘turascia’, luogo del cuore di Corgeno situato di fronte a San Giorgio.

Soddisfacente la raccolta firme “i luoghi del cuore” indetta dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) che per la “turascia” di Corgeno ha raccolto ben 1020 consensi.

Questa la frase che identifica l’intento del progetto: “Ognuno di noi è emotivamente legato ad un luogo che spesso rappresenta una parte importante della nostra vita e vorrebbe che fosse protetto per sempre”. Questo è il presupposto che ha dato il via al censimento nazionale “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che chiede a tutti i cittadini di segnalare i piccoli e grandi tesori che amano e che vorrebbero salvare.

Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere concretamente tutti i cittadini, di qualsiasi età e nazionalità, di sensibilizzarli nei confronti del nostro patrimonio artistico e paesaggistico e di favorire l’aggregazione e la collaborazione fra comunità e istituzioni al fine di proteggere e valorizzare tale patrimonio.

Il FAI e Intesa Sanpaolo hanno già dato voce alle migliaia di segnalazioni raccolte: 45 sono stati finora gli interventi di recupero in 15 regioni che hanno restituito a molti luoghi la bellezza originale.
Anche la “turascia” potrebbe occupare una posizione alta in graduatoria, il cui esito verrà comunicato all’inizio del 2015, ed eventualmente beneficiare dei contributi di restauro.

Ciò che rimane della torre, situata di fronte alla chiesa di San Giorgio, è poco più che un rudere. In antichità veniva utilizzata per controllare il lago di Comabbio, grazie alla sua posizione strategica.

Oggi rimangono solo 3 dei quattro lati che costituivano la “turascia” e, nonostante la sua struttura muraria sia nascosta alla vista a causa delle piante rampicanti che la ricoprono parzialmente, è possibile affermare che essa include materiale laterzio di epoca romana, mentre sono assenti grosse pietre angolari che facilitavano la resistenza agli angoli della torre. Originariamente le torri erano due, ma la seconda, di cui erano rimasti pochi resti, è stata eliminata negli anni sessanta per la realizzazione de campetto sportivo dell’oratorio, questo è un ulteriore motivo per preservare l’unica che rimane.